Intervista alla nostra cuoca

La cuoca della CASA DI FATA vi racconta la sua storia e la ricetta di un suo piatto forte

 

Da quanto tempo lavori in fata?

Dal 2001, quindi sono 17 anni, un bel pezzetto di vita.

 

Cosa si respira a tavola durante la cena?

Una gran baraonda J Il clima non è troppo ordinato ma con tanti bambini come può esserlo? C’è più un clima di festa perché i bambini amano molto il momento della cena, raccogliersi intorno al tavolo tutti insieme.

 

Cosa è cambiato nel tempo?

All’inizio i bambini erano pochi, la prima comunità ospitava solo 5 bambini, adesso sono molti di più e a cena a volta arriviamo ad essere anche in 20 con educatori e volontari. Abbiamo fatto anche tante feste  con bambini, volontari, dipendenti per cui ormai dopo tanti anni sono abituata a cucinare per tante persone e mi piace. L’unico problema è che a volte siamo un po’ stretti essendo così tanti quindi ci dobbiamo dividere (un gruppo in sala e uno in veranda).

 

Uno dei ricordi più belli?

Sono tanti…il primo che mi viene in mente è un ricordo dei primi tempi che ero qui…c’era questo bambino piccolo a cui io ero molto affezionata, era  sul triciclo che mi guardava e a un certo punto mi dice “Sai che tra 15 giorni vedo il mio papà e andiamo al ristorante?”…mi ha fatto tanta tenerezza perché sapevo che non era vero, il papà non l’aveva mai riconosciuto. A volte li portavo anche a casa ed era molto bello per me.

Anche quando è arrivato il primo bambino è stato bellissimo: Fata ha aperto a settembre nel 2001 ma per 5 mesi non abbiamo avuto bambini. Noi credevamo tanto in questo progetto, in questa iniziativa e quando è arrivato O., il primo bambino, è stato bellissimo e molto emozionante. Poi piano piano ne sono arrivati altri fino ad arrivare ad oggi che non abbiamo abbastanza posti letto per tutti. I ricordi belli sono tanti, tutti i momenti di festa con i bambini o quando ci siamo trasferiti nella nuova comunità, dove siamo ora, che è uno spazio grande e bello, con il cortile per i bambini…

A volte mi sento un po’ stanca, sento che ho bisogno di riposo, ma poi quando sono a casa ho voglia di venire dai bambini, mi piace il mio lavoro, vengo sempre contenta a lavorare anche dopo tanti anni. Per me cucinare per questi bambini è una coccola, mi piace tanto. Anche perché mi danno tanta soddisfazione, rimango sempre stupita dal fatto che mangiano tutto con gusto, anche le verdure! La cosa più assurda è mi chiedono sempre tutti il bis del minestrone, della pastasciutta magari no ma del minestrone sempre.

 

Un bambino che ti è rimasto nel cuore?

M., perché è arrivato piccolino ed è stato il primo bambino ad andare via in adozione. Non ero abituata come ora al fatto che i bambini potessero andare via, quindi ho pianto tanto. Poi con il tempo mi sono abituata e ho imparato ad essere contenta per loro quando se ne vanno perché so che vanno a stare bene con una nuova famiglia.

Ero molto affezionata anche a G. ed E. che quando sono arrivati erano molto piccoli, avevano pochi mesi.

Sono affezionata a tutti ma quando arrivano che sono molto piccoli, il distacco è più difficile.

 

La ricetta di un tuo piatto forte?

Facciamo il tiramisu che ai bambini piace tanto.

Io mescolo 10 tuorli con 10 cucchiai di zucchero e, separatamente, monto a neve i  10 albumi. Poi aggiungo 1 kg di mascarpone ai tuorli con lo zucchero e mescolo tutto aggiungendo anche gli albumi montati. Poi faccio il caffè, bagno i savoiardi nel caffè e faccio gli strati; alla fine copro tutto con il cacao amaro. E’ una ricetta semplicissima ma ai bambini piace tanto e me lo chiedono in continuazione.

 

 

 

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